Colesterolo e Trigliceridi, due asterischi di troppo!


Ipercolesterolemia

L' ipercolesterolemia è un eccesso di colesterolo nel sangue. Il colesterolo, un grasso presente nel sangue prodotto in gran parte dal nostro organismo, si trova in diverse classi di lipoproteine circolanti, ecco perché viene specificato se si tratta di un aumento del colesterolo plasmatico totale o del solo colesterolo trasportato dalle lipoproteine a bassa densità (LDL), comunemente definito "colesterolo cattivo".

L' ipercolesterolemia, soprattutto quella da LDL, rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per le malattie cardiovascolari su base aterosclerotica (cardiopatia ischemica e ictus ischemico). Le HDL (High-Density Lipoprotein), invece, hanno la funzione di trasportare il colesterolo dalle periferie (arterie) verso gli organi che lo utilizzano o lo eliminano. In pratica, hanno una funzione di "pulizia".

Il colesterolo, come tutti i lipidi, non è solubile in acqua, per cui il suo trasporto nel sangue viene veicolato da proteine. Il complesso formato dalle apolipoproteine, dal colesterolo, da trigliceridi e da fosfolipidi costituisce le lipoproteine, particelle relativamente voluminose che circolano nel sangue allo scopo di trasportare i grassi verso tutti i tessuti.

La soglia per diagnosticare l'ipercolesterolemia è posta a 240 mg/dl (6.21 mM) a digiuno da 12 ore. La Consensus Conference NIH (National Institutes of Health) del 1984 aveva infatti definito come ipercolesterolemia una concentrazione plasmatica di colesterolo maggiore di 240 mg/dl nei soggetti con più di 40 anni.

Le evidenze successivamente raccolte hanno tuttavia chiarito che è impossibile parlare di valori "normali" di colesterolo. E’ preferibile parlare in termini di valori "ottimali" di colesterolo in rapporto al "rischio cardiovascolare globale" del singolo soggetto, cioè il rischio calcolato tenendo conto dell'insieme dei singoli fattori di rischio presenti.

I fattori scatenanti possono essere molteplici: familiarità, tabagismo, età, abuso di alcol, ipotiroidismo, dieta scorretta, diabete non trattato.

Al congresso dell’ American Heart Association sono state presentate le linee guida sul trattamento del colesterolo nell’edizione aggiornata 2018. “Il colesterolo elevato non fa mai bene, a qualsiasi età, perché aumenta il rischio di incorrere in un infarto o in un ictus nel corso della vita. Il primo passo verso la salute del cuore e dei vasi secondo gli esperti è dunque quello di condurre uno stile di vita adeguato, per poi ricorrere ai farmaci, secondo un approccio a gradini, qualora il rischio fosse troppo elevato e i livelli di colesterolo LDL non a target.” Questa nuova edizione delle linee guida si contraddistingue per dettagliare e individualizzare il rischio dei pazienti in maniera molto più puntuale che in passato, per arrivare a personalizzare realmente le opzioni di trattamento. Le statine restano la prima scelta di trattamento per ridurre i livelli di LDL, ma nei soggetti ad alto rischio o che già abbiamo avuto un ictus o in infarto, le linee guida suggeriscono l’aggiunta anche di altre terapie non statiniche, come l’ezetimibe e gli inibitori di PCSK9.

Tratto da:

https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/esempio-dieta-abbassare-colesterolo.html

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=67751

Ipertrigliceridemia

In medicina è la condizione clinica più propriamente conosciuta come una "elevata concentrazione di trigliceridi nel sangue".

Cosa sono i trigliceridi? Rappresentano i componenti protagonisti del tessuto adiposo, nel quale vengono accumulati all'interno di cellule, dette adipociti (circa l'87% dell'adipe è costituito da grasso vero). I trigliceridi alti sono spesso associati a fattori quali: abuso di alcol, eccessi alimentari (ad esempio un’elevata assunzione di zuccheri semplici), l'uso costante di estro-progestinici (inclusa la pillola anticoncezionale), il diabete non curato, l'ipotiroidismo, il fumo di sigaretta e patologie renali.

Elevati livelli di trigliceridi sono un segnale di pericolo per la salute; questo predispone allo sviluppo di malattie cardiovascolari, aterosclerosi e pancreatit