Il trattamento delle lesioni nervose

Aggiornato il: 12 ott 2019

Vi chiederete come mai un articolo su questo strano argomento, poco trattato dal mondo dell'educazione sanitaria. La giusta risposta sta nell'esperienza, sia personale, ragion per cui ho sfortunatamente vissuto un'esperienza diretta, ma anche con i pazienti che ho conosciuto e trattato.


E’ importante sapere che le lesioni traumatiche del sistema nervoso periferico sono causa di disabilità cronica e che la riparazione dei nervi periferici umani con il trattamento chirurgico ha un successo limitato, specie se un tratto di nervo lesionato deve essere sostituito. Le lesioni dei nervi periferici sono il risultato di un danno alle fibre nervose ed il nervo muore distalmente con successiva degenerazione assonica.

I risultati degli interventi dimostrano che la percentuale di recupero funzionale è bassa;

l’utilizzo combinato di guide e cellule staminali autologhe adulte isolate dalla cute ha invece dimostrato un  miglioramento della rigenerazione del nervo periferico senza evidenza istologica di crescita tumorale.


Anatomia del nervo


E' d'obbligo tornare prima a ripassare l'anatomia delle strutture nervose.

I nervi, per definizione, sono strutture anatomiche del sistema nervoso periferico formate da fasci di assoni (provenienti da un gruppo di neuroni) che trasportano informazioni da o verso il sistema nervoso centrale (SNC). Ovviamente il nervo contiene, inoltre, vasi sanguigni utili al rifornimento di ossigeno e nutrienti.

All'interno della struttura si trovano guaine di tessuto connettivo che si fanno via via più piccole, ricoprendo prima l'intero nervo poi fasci e fascetti di assoni (epinervio, perinervio ed endonervio). Il colore dei nervi può variare dal bianco al grigio, a seconda della prevalenza di fibre mieliniche o amieliniche.

Le fibre nervose possono essere efferenti ossia motorie (quando trasmettono impulsi dal sistema nervoso centrale alla periferia) oppure afferenti ovvero sensitive (quando trasmettono gli stimoli sensoriali dagli organi periferici al SNC).

I nervi possono contenere fibre efferenti, afferenti o entrambe (in caso di nervi misti).

Esistono due tipi principali di nervi: encefalospinali e del sistema autonomo.




Paralisi di Bell


Che valore dareste al vostro sorriso? Immaginate di svegliarvi, di andare in bagno, di guardarvi allo specchio e di rendervi conto di avere metà faccia completamente immobile.

La paralisi di Bell (un tipo di paralisi del nervo facciale) è una debolezza o una paralisi improvvisa dei muscoli di un lato del viso dovuta a un malfunzionamento del 7° nervo cranico (nervo faciale). Questo nervo muove i muscoli facciali, stimola le ghiandole salivari e lacrimali, consente ai due terzi anteriori della lingua di rilevare i sapori e controlla un muscolo implicato nell’udito.


Ancora oggi non è sempre semplice giungere alla causa del problema. Può essere un’infezione virale o un disturbo immunitario che causa il gonfiore del nervo facciale, oppure uno sbalzo termico importante (paralisi a frigore), una neoplasia cerebrale o un trauma cranico importante.

Le persone possono avvertire dolore dietro all’orecchio, poi un lato del viso può indebolirsi o paralizzarsi completamente e possono non essere in grado di sentire i gusti con la parte anteriore della lingua sul lato colpito.

Con o senza trattamento, una buona percentuale delle persone guarisce completamente entro alcuni mesi, ma non è sempre scontato, anche con i trattamenti farmacologici.


Evidenze recenti suggeriscono che in alcuni casi può essere identificata una causa (come un’infezione virale o una malattia immune che fa gonfiare il nervo facciale).


Cause comuni della paralisi di Bell comprendono:

  1. Un’infezione da virus dell’herpes simplex di tipo 1

  2. Herpes Zoster

  3. Altri virus, come il coxsackievirus, il citomegalovirus e i virus che causano la parotite, la rosolia, la mononucleosi o l’influenza, possono causare la paralisi di Bell. L’infezione causa il gonfiore del nervo.

  4. La malattia di Lyme può causare una paralisi del nervo facciale ma, a differenza della paralisi di Bell, può colpire entrambi i lati del viso. Nei soggetti afro-americani, la sarcoidosi è una causa comune di paralisi del nervo facciale.




Trattamento della Paralisi di Bell


Non è chiaro se i farmaci antivirali siano utili, compresi gli antivirali che sono efficaci contro le cause comuni della paralisi di Bell: il virus dell’herpes simplex e i virus che causano l’herpes zoster (come aciclovir, famciclovir o valaciclovir). Tuttavia, a volte gli antivirali vengono prescritti assieme a un corticosteroide. Non è chiaro se questa combinazione sia più efficace di un corticosteroide da solo.


Se l’occhio non riesce a chiudersi completamente, deve essere protetto dalla secchezza per ridurre il rischio di lesioni oculari: è consigliabile abbassare fisicamente la palpebra, aiutandosi con nastri adesivi sanitari e colliri composti da lacrime artificiali o soluzione salina. Importantissimo è fare questa manovra per il periodo notturno.

Un contributo positivo è l'implementazione di complessi vitaminici del gruppo B nella terapia riabilitativa, di cui parleremo in seguito.

Molto efficace sembra essere il laser ad alta potenza, che se usato corretamente proprio nell’area colpita riesce a ridurre l’infiammazione e accelerare il recupero.

E' importante porre attenzione alla stadiazione, ed eventualmente corredando l’intervento valutativo con foto o video, per mettere a comparazione delle successive valutazioni ad un mese di distanza circa.

può essere utile assumere anche molecole neurotrofiche come acido alfalipoico, l-acetilcarnetina, palmitoil-etanolamide che si trovano in alcune associazioni in commercio per facilitare i meccanismi riparativi del nervo. Il periodo post acuto come detto può durare circa tre mesi ed è stato recentemente discusso come una potenziale finestra di trattamento con applicazione di tossina botulinica (https://aiteb.it/la-paralisi-di-bell-il-ruolo-del-botulino/).

Fondamentali sono gli esercizi per i muscoli facciali e la fisioterapia, che molto spesso non viene suggerita dai professionisti sanitari. In generale la rieducazione consiste nel far recuperare i muscoli orbicolari delle palpebre e delle labbra, oltre a quelli della mimica, proponendo esercizi che possono sembrare semplici o banali, ma che vanno selettivamente  a sollecitare le sincinesie, e il reclutamento contemporaneo o selettivo di tutti i muscoli facciali.


Di seguito una guida molto utile per la terapia riabilitativa dello stupor del nervo facciale:

https://www.ieo.it/Documents/Materiale%20infoeducativo/IEO%20Booklet%20107%20-%20Riabilitazione%20per%20stupor%20nervo%20facciale%20(NCS.DO.3536.A).pdf



Lesioni nervose da trauma


La lesione traumatica acuta di un nervo costituisce un gravissimo danno con importanti ripercussioni sulla vita lavorativa, sociale e privata, non solo per chi ne è affetto, ma anche per i familiari vicini, il cui esito è spesso influenzato dalla tempestività della diagnosi e del trattamento. In questi casi, il fattore tempo rappresenta un importante elemento che può incidere sulla quantità e qualità del recupero. La conoscenza anatomica e clinica delle patologie dei nervi periferici, può talvolta svelare la causa di sintomi altrimenti inspiegabili.


Nervo sciatico