Maschere "fai da te" Vs COVID-19 e assistenza infermieristica a domicilio

Aggiornato il: 24 mar 2020

Un caro saluto a tutti. Dalla mia scrivania, un'altra giornata surreale nel pieno della pandemia da COVID-19. Lo è per tutta la popolazione che deve impegnarsi a non uscire di casa seguendo le norme del Ministero e l'ultimo decreto uscito ieri sera.

E per i sanitari e i soccorritori?

Ci sono quelli che si sentono un po' eroi, perchè tutti voi continuate a dircelo...che siamo eroi.


Poi ci sono io e spero tanti altri colleghi, che pensiamo soltanto a fare il nostro dovere e speriamo che, quando un giorno sarà davvero tutto finito, la popolazione continui ad avere, per noi, la stessa considerazione che manifesta in questi giorni. Perchè vi posso assicurare che fino ad un mese fa non era assolutamente così.

Il mio appello è: chiamateci in un modo con cui ci chiamereste sempre, ogni giorno, anche quando non ci sono situazioni così gravi di emergenza.

Tengo a precisare che tutto quanto verrà descritto in seguito non è una critica alla situazione generale di scarsità di dispositivi di protezione individuale, bensì uno spunto di riflessione e qualche consiglio utile per poter utilizzare ciò che abbiamo a disposizione.

Le fonti utilizzate per la creazione di questo articolo sono tutte verificabili tramite evidenze scientifiche e studi pubblicati.



DPI: mascherine e tipologie


La gestione dei DPI è regolamentata dal decreto legislativo nr. 81 del 09/04/08, che stabilisce gli obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori.

Si intende per dispositivo di protezione individuale una qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (Art. 74).

Essi sono i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che l’indossi, o comunque li porti con sé, da rischi per la salute e la sicurezza (Art. 1 c.2 D.Lgs 475/92).


Quando è necessaria la protezione del personale sanitario, è importante utilizzare un DPI ed indossarlo correttamente, avendo cura di seguire le istruzioni del produttore e verificando la tenuta della maschera  al volto dell’operatore. Questo è fondamentale per garantire la protezione, dato che anche il dispositivo più sofisticato indossato in maniera non corretta, serve a ben poco.

Virus e batteri possono essere trasmetti da persona a persona anche attraverso i "droplets", ovvero piccolissime particelle di saliva che fuoriescono dal cavo orale quando parliamo, abbiamo episodi di tosse o starnuti.


Quali dispositivi indossati dalla popolazione vediamo in questi giorni?


  1. Mascherina chirurgica:

Le mascherine chirurgiche sono monouso in tessuto non tessuto, quattro strati (tipo II o IIR), esterno filtrante, centrale impermeabile ai liquidi e permeabile all’aria, strato interno a contatto con la pelle ipoallergenico, con barretta intera deformabile stringinaso per conformare perfettamente la mascherina al volto. Sistema di fissaggio a legacci o elastici.

Proteggono naso e bocca dalla contaminazione con particelle di diametro medio di 4,5 µ. Pur originate dall’esigenza di proteggere il paziente (interventi chirurgici, manovre asettiche), costituiscono un efficace sistema di barriera anche per l’operatore sanitario per la resistenza ai fluidi e l’elevato potere filtrante che va dal 95 ad oltre il 99%.


Mascherina chirurgica - Surgical mask

  1. Maschera FFP2:

Devono coprire il naso, la bocca e il mento ed aderire al volto; dotate di doppio elastico, stringinaso con guarnizione di tenuta (con/senza valvola di espirazione).

Proteggono dalla contaminazione di naso e bocca e dall’inalazione di particelle di dimensioni inferiori al micron aerodisperse, (es. bacillo di Kock). Indicate per la protezione dell’operatore nelle attività che possono comportare l’esposizione ad agenti di media tossicità in concentrazione non elevata (circa 10 volte il limite di soglia). Quelle con valvola espiratoria non vanno indossate dal paziente infetto o sospetto tale.


Mascherina FFP2

  1. Maschera FFP3:

Deve coprire il naso, la bocca e il mento ed aderire al volto; dotate di doppio elastico, stringinaso con guarnizione di tenuta (con/senza valvola di espirazione).

Indicate per attività che possono determinare una elevata concentrazione di agenti biologici sotto forma di aerosol nell’ambiente (broncoscopie, manovre che inducono la tosse). Elevata efficienza filtrante del 98%. Quelle con valvola espiratoria non vanno indossate dal paziente infetto o sospetto tale.


Per ciascuno di questi dispositivi è necessario seguire le indicazioni contenute nella scheda tecnica del prodotto e le istruzioni d’uso.


Mascherina FFP3


OMS, WHO E ISS: Cosa ci suggeriscono di indossare come DPI in merito all'emergenza COVID19?


Molto importante è fare indossare tempestivamente a tutti i pazienti che presentino sintomi respiratori acuti una mascherina chirurgica. Inoltre, quando le esigenze assistenziali lo consentono, rispettare sempre nelle relazioni col paziente la distanza di almeno un metro.

La selezione del tipo di DPI deve tenere conto del rischio di trasmissione di COVID-19; questo dipende da tipo di paziente e tipo di contatto assistenziale:

  • I pazienti più contagiosi sono quelli che presentano tosse e/o starnuti; se tali pazienti indossano una mascherina chirurgica o si coprono naso e bocca con un fazzoletto la contagiosità si riduce notevolmente;

  • il rischio aumenta quando il contatto è ravvicinato (< 1 metro) e prolungato (> 15 minuti) e quando si eseguono procedure in grado di produrre aerosol delle secrezioni del paziente (nebulizzazione di farmaci, intubazione, rianimazione, induzione dell’espettorato, broncoscopia, ventilazione non invasiva).

In sintesi, per gli operatori sanitari che si trovano all'interno di una stanza con pazienti contagiati da COVID-19 è obbligatorio indossare: maschera chirurgica, camice monouso, doppio paio di guanti non sterili, occhiali di protezione a mascherina o visiera. Se si effettuano procedure che generano aerosol è necessario indossare mascherina FFP2/FFP3, camice monouso idrorepellente, doppio paio di guanti non sterili e occhiali di protezioni.


Viene quindi suggerito l'utilizzo dei dispositivi a protezioni più elevata SOLO in presenza di pazienti con sintomi respiratori, che presentano quindi una sintomatologia riconducibile a COVID-19 oppure con tampone positivo. Lo stesso vale per i pazienti sospetti sui quali si debbano eseguire manovre ad alto rischio che generano droplets (intubazione, aerosol-terapia, somministrazione di ossigeno ad alto flusso, aspirazione secreti e NIV).




Per chi ha necessità di allontanarsi dalla propria abitazione seguendo le direttive date dal Ministero, perciò per tutta la popolazione non sanitaria che, ad esempio, si reca al supermercato, è semplicemente suggerito di mantenere la distanza di sicurezza di 1 metro. Nell'eventualità in cui non si possano rispettare le distanze di sicurezza è auspicabile indossare una mascherina chirurgica ed eseguire una corretta igiene delle mani o indossare un paio di guanti non sterili, evitando il contatto con occhi, bocca e naso.

Queste sono le attuali disposizioni che possono essere reperite dalle banche dati, ma è in continuo aggiornamento la documentazione inerente ai consigli che il Ministero suggerisce alla popolazione. E' già online un documento del Ministero degli Interni nel quale viene suggerito di indossare sempre la mascherina chirurgica.


Corsa alle mascherine "fai da te"


Dove sono finite tutte le mascherine chirurgiche? Non rispondiamo a questa domanda, ma partiamo da qua per giungere ad alcune conclusioni.

Vi invito a riflettere sul corretto utilizzo dei DPI e sullo stare a casa praticando le norme igieniche che ormai spero conosciate già a sufficienza. Questo perchè anche nelle strutture sanitarie e sui mezzi di soccorso, purtroppo, ad oggi, non ci sono DPI a sufficienza per tutti. Inoltre, una mancata conoscenza sui dispositivi di protezione più elevata può indurre il cittadino ad un maggior rischio.