"Persone" prima che pazienti. Come entrare in relazione con la persona soccorsa






Concetto base che deve essere presente nel bagaglio di ogni soccorritore è la necessità di imparare a riconoscere la “persona” che c’è dietro a ogni paziente. Proprio per questo non sono importanti solamente le conoscenze teorico-pratiche da mettere in atto in modo protocollare, ma anche un saper interagire la persona che ci si presenta davanti.

Non è fondamentale solo il “saper fare”, ma anche “il saper essere”, pertanto capacità comunicative e relazionali sono aspetti sui quali è doveroso riflettere affinché una “semplice” azione di soccorso divenga un’ottima serie di azioni di soccorso. Instaurare una relazione positiva con la persona soccorsa vuol dire contribuire in maniera fondamentale alla creazione di un clima accogliente e favorevole per tutti.

Adesso parliamo dei concetti base sui quali focalizzare la nostra attenzione.


Comunicazione e relazione d’aiuto

Il processo relazionale si instaura grazie ad alcune variabili:

  • le caratteristiche personali della persona soccorsa (condizioni fisiche, deficit sensoriali, bisogni fisiologici, emotività, età, cultura)

  • il contesto in cui ci si trova ad agire (condizioni ambientali, rumore, illuminazione, sicurezza del luogo, tempo a disposizione)

  • le parole utilizzate

  • il tono della voce

  • la postura

  • l’abbigliamento.


Si comprende da questo schema quanto sia complicato e articolato il processo relazionale con la persona soccorsa, ecco perché occorre utilizzare al meglio le proprie capacità emotive e comunicative per potersi avvicinare a chi sta soffrendo. Pertanto, è importante possedere qualche conoscenza di base sulla propria ed altrui comunicazione.

La comunicazione

Comunicare significa “mettere in comune”, condividere. I nostri modi di comunicare sono alla base della vita di tutti i giorni; anche quando ci sembra di non comunicare niente, in realtà stiamo comunque inviando dei messaggi non verbali ad altre persone. Emerge da quanto