Primavera e allergie, vademecum della sopravvivenza

Aggiornato il: 5 giu 2019


Quanti di voi odiano la Primavera, anche con i suoi bei colori?

Tutti conosciamo in modo diretto o indiretto il grande disagio che colpisce la persona altamente allergica quando torna la bella stagione.

Eppure la tanto agognata Primavera, dopo un mix di freddo e pioggia, sembra che riporti allegria e calore nelle giornate...beh, sicuramente non di tutti!

La prima forma allergica che viene in mente quando vengono trattati questi argomenti è proprio quella ai pollini e alle spore delle piante, tipica della primavera. Il processo di impollinazione avviene tra febbraio e maggio e la maggior concentrazione di polline si registra tra maggio e giugno. In quei mesi, chi è allergico ai pollini presenta diversi disturbi, assolutamente fastidiosi. Tuttavia, i pollini non spariscono in estate e in autunno, perciò anche le allergie estive e autunnali comprendono reazioni allergiche al polline e alle graminacee. Quest’ultima in particolare si manifesta nei mesi più caldi.


Quindi chi dice che l'estate porta sollievo al problema...diciamo che è particolarmente ottimista!



L'allergologia è una branca della medicina molto complessa e difficile da trattare, ogni persona è diversa e presenta sintomatologie che sono, tra loro, molto diverse e varie.


Quando si soffre di forme allergiche come quelle stagionali, ridurre al minimo i fattori di rischio è importante. Ma come si può fare? Un buon contributo sta nel prevenire.  

Per quanto riguarda le allergie ai pollini, è consigliabile dare un'occhiata al “calendario pollinico” che indica quali e quanti pollini circolano nell’aria in ogni periodo. Li potete trovare sul web, come ad esempio su: http://www.allergipedia.it/. Poi si consiglia sempre di non uscire nelle ore di maggior concentrazione dei pollini, ovvero quelle ore della giornata che sono centrali, durante le quali è raccomandabile chiudere porte e finestre.

Quali sono le altre attività da evitare? Passeggiare in aree verdi appena tagliate e all’aria aperta in caso di vento, ma è necessario porre attenzione anche ai temporali, durante i quali vengono rilasciate grandi quantità di pollini. Infine, si raccomanda di lavare spesso i capelli, in quanto le particelle dei pollini spesso tendono ad accumularsi sul cuoio capelluto.

Per le allergie alle punture di animali è necessario evitare di venire a contatto con questi. Per quanto riguarda gli insetti, si consiglia di NON indossare indumenti dai colori brillanti o aventi motivi floreali, scegliendo inoltre maniche e pantaloni lunghi. E' inoltre sconsigliato camminare scalzi e mettere profumi e cosmetici dall’odore dolce e floreale. In caso siate avvicinati da un insetto a cui siete allergici, non si devono mai fare movimenti bruschi. Infine, utilizzate lozioni anti-puntura e/o prodotti contro gli insetti. 

In caso di allergia agli acari della polvere, la pulizia dei tessuti ma anche di tutta la casa è la prima arma di prevenzione. Gli acari dovrebbero morire già a una temperatura di 60 gradi, quindi favorite il lavaggio di lenzuola, tende, materassi e altri tessuti o imbottiture in cui gli acari tendono ad "annidarsi".  

La prevenzione e l'educazione sanitaria in primis, ma anche la conoscenza dei sintomi e delle cure sono tutti fattori fondamentali per convivere con le allergie.




Cosa succede quando veniamo a contatto con l'allergene?


La prima volta che il corpo di un paziente allergico incontra un allergene, le cellule del suo plasma, stimolate da alcuni tipi di linfociti T del sistema immunitario che riconoscono la sostanza sconosciuta come pericolosa, rilasciano immunoglobuline (IgE) specifiche. Queste, una volta formate, rimangono sulla superficie di alcune cellule del tessuto connettivo dette mastociti, che sono dunque rese “reattive” all’allergene dal processo.

La prima esposizione può quindi provocare delle reazioni che sono nulle o moderate, ma un contatto successivo può portare a sfoghi allergici anche molto pericolosi e soprattutto questi possono essere innescati anche da una piccola quantità di allergene. Quando la sostanza viene incontrata di nuovo, infatti, i mastociti si attivano e rilasciano una sostanza chimica chiamata istamina, che insieme ad altri elementi (prostaglandine, leucotrieni, eparine, fattori chemiotattici, idrolasi e proteasi) è coinvolta nei processi infiammatori e nelle reazioni allergiche.


Sintomatologia

Non è possibile parlare di sintomi generici delle allergie stagionali, perché ognuna scatena reazioni avverse diversificate tra di loro.

Tra i principali sintomi delle allergie da pollini abbiamo: 

  • naso chiuso con fuoriuscita di muco;

  • starnuti continuativi;

  • prurito che permane nel tempo alla bocca, agli occhi e al naso;

  • lacrimazione aumentata e/o gonfiore agli occhi;

  • tosse;

  • difficoltà a respirare e sensazione di "chiusura";

  • occhiaie;

  • difficoltà alla deglutizione;

  • percezione ridotta dell’olfatto e del gusto.

Le punture di insetti e meduse, nel migliore dei casi, scatenano una reazione cutanea, ma alcuni soggetti rischiano lo shock anafilattico. L’istamina, di cui si è parlato in precedenza, causa broncocostrizione, ovvero le vie respiratorie si chiudono e rendono la respirazione difficoltosa, come nel caso dell’asma, ma può anche portare al danneggiamento dei tessuti provocando vasodilatazione, edema, aumento della permeabilità dei vasi sanguigni, alterazioni della muscolatura liscia e del tessuto connettivo, orticaria. L’allergia alle creme cutanee si manifesta solitamente con rush cutanei e altre reazioni delle pelle.

Le reazioni allergiche agli acari e alle spore delle muffe consistono generalmente in riniti e disturbi all’apparato respiratorio; nel caso delle muffe, si possono presentare anche forme di congiuntivite e asma. 


Fonti: https://www.ok-salute.it/diagnosi-e-cure/sintomi-delle-allergie-stagionali/ http://www.allergiastop.it/allergie-stagionali-maledetta-primavera/




Diagnosi, interventi terapeutici ed educativi


Innanzitutto, per intraprendere un corretto percorso terapeutico, è necessario rivolgersi al medico curante o all'infermiere di fiducia non appena compaiono i sintomi sopra elencati.

I professionisti sanitari sapranno consigliare un iter corretto per capire il problema e vi indirizzeranno da un specialista di competenza.

E' auspicabile eseguire esami ematici, strumentali e un prick test per capire in particolare quali sono gli agenti scatenanti i vostri sintomi.

Una volta eseguiti visita ed esami sarà possibile iniziare ad assumere la terapia più idonea al vostro caso. Spesso vengono suggeriti anche particolari colliri per dare sollievo al fastidio oculare e spray nasali a base di cortisone per alleviare l'infiammazione.

Gli antistaminici potrebbero indurre sonnolenza, i cortisonici e i broncodilatatori potrebbero aumentare la frequenza cardiaca e causare una sensazione di ansia e cardiopalmo, spesso correlata anche a insonnia. E' fondamentale consultare il vostro sanitario di fiducia in caso di malessere o eccessiva percezione degli effetti collaterali.


Prick test e Rast test: che cosa sono?


Il prick test è un esame diagnostico che serve per individuare le cause di un’allergia respiratoria o di un’allergia ad alimenti.

Gli estratti allergenici per eseguire il prick test sono conservati in flaconcini, ciascuno dei quali contiene una soluzione con un singolo allergene. Il test è innocuo e può essere effettuato a qualunque età e in qualsiasi periodo dell’anno, purché non sia in corso una terapia con farmaci antistaminici e cortisonici, che devono essere sospesi una settimana prima di eseguire il test. Il medico di famiglia e lo specialista sapranno dare indicazioni precise riguardo alla sospensione della terapia in atto.

Al momento della visita il professionista vi disinfetterà il lato interno dell'arto superiore e porrà la cute in esposizione ad allergeni vari tramite, che verranno riconosciuti e valutati tramite una numerazione corrispondente.


L’esame del sangue a cui ci si dovrebbe sottoporre è il Rast Test, che ricerca gli anticorpi che si attivano in caso di contatto con l’allergene; questo tipo di esame può essere prescritto dal vostro medico di famiglia, grazie ai nuovi LEA 2017. Se il vostro medico non dovesse reputare sufficienti e risolutive queste analisi, potrebbe indirizzarvi a uno specialista, principalmente un allergologo, che vi potrà prescrivere esami aggiuntivi.


Ma soprattutto...sapevate che ci sono degli alimenti crociati da evitare, a seconda di quale siano gli allergeni che vi causano più problemi?



Focus del Ministero della Salute sulle allergie ai pollini: